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Pensieri notturni

notteEstate. Notte. Anche se non ancora “da calendario”, il tepore già avvolge le serate. Quell’aria tipica dei tramonti estivi, delle notti brave, di quando la natura, invece che addormentarsi, passa la palla a tutti gli animali notturni che, rinfrancati dal caldo, girano e cantano come fosse giorno.

Di notte, d’estate, c’è un fascino particolare. Sentire la brezza tiepida che sfiora il tuo viso, quel che resta del caldo del giorno e non ancora il fresco dell’alba, l’aria di un nuovo mattino. Il silenzio viene rotto dai grilli. Il sonno è leggero, la voglia di stare all’aria aperta supera qualunque stanchezza.

Ed è proprio d’estate che vien voglia, in certi momenti, di restare soli ad ammirare il cielo. E lo riscopriamo pieno di stelle, avvolto nella scura coperta della notte, eppure così affascinante, così grande, così immenso.

Se il periodo è giusto, la luna svetta e illumina tutto, dando quel tocco ancor più surreale al panorama. Partono i pensieri. Partono le riflessioni. Facciamo esami di coscienza, fantastichiamo, sogniamo.

Chissà chi c’è, sotto questo stesso cielo. Chissà chi, in questo istante, è illuminato da questa stessa luna. Chissà quante persone incontrerò nella mia vita, quante stanno guardando questo stesso spettacolo e facendo i miei stessi pensieri, quante di essere mi cambieranno l’esistenza.

Chi è solo, penserà alla persona che, sotto questa stessa luna, prima o poi incontrerà. Ma tutti, almeno per un istante, penseremo a qualcuno che, nella nostra vita, è passato e non c’è più. E partono i ricordi, e partono i pensieri. Spesso partirà anche quella vena di nostalgia, perché tutto ciò che è passato, prima o poi, scaturisce un certo struggimento nostalgico.

Pensiamo a quanto abbiamo vissuto, a quanto abbiamo ancora da vivere. A quante volte abbiamo visto questo stesso cielo, quante volte abbiamo visto questa stessa luna e quante volte, nella nostra vita, abbiamo avuto questi stessi pensieri, queste stesse riflessioni, queste stesse elucubrazioni.

Pensiamo agli anni trascorsi e ormai finiti, alle fasi della nostra vita che, senza rendercene neanche conto, sono passate, terminate e che non torneranno più. Ricordiamo. Piangiamo. Ridiamo. Ci facciamo promesse, prima di andare a letto.

L’alba, la meravigliosa alba, romperà la magia di questa notte. Una notte finita, una notte come tante ma una notte che non tornerà più. Mai più uguale, mai più la stessa. Come le tante notti che, sotto lo stesso cielo e sotto le stesse stelle, abbiamo vissuto, soli o con qualcuno, nell’arco della nostra vita.

L’alba ci riporterà alla routine, alla quotidianità, agli impegni, e alle preoccupazioni, alla serietà e alla concretezza. Ma di notte, oh sì, di notte siamo liberi di viaggiare con la mente, come gatti randagi in una sterminata landa da esplorare. Siamo liberi di ridere, piangere, pentirci. Siamo liberi di parlare con noi stessi, con la nostra anima, col nostro cuore. Di notte vediamo noi stessi, perché siamo meno distratti dal mondo esterno. Siamo liberi di essere. Liberi di essere umani. Liberi di provare emozioni.

Vivi.

E mentre guardo un cielo stellato, auguro una buona notte a tutti. Ovunque voi siate e qualunque cosa voi stiate facendo.

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Viaggiare verso la Felicità

FelicitàLa Felicità. Una chimera, direbbero alcuni. Probabilmente lo è. Eppure il fine ultimo di tutti gli esseri viventi, umani o meno, è proprio il raggiungimento della felicità.

Ma cos’è la felicità? Si potrebbe dire che sia uno stato di benessere, di soddisfazione. Oppure che sia il raggiungimento dei propri obiettivi. Nel complesso, la felicità sembra essere qualcosa di impalpabile e che, pur ottenendola, non duri per molto. La vita è costellata di problemi ed essi sembrano essere sempre in agguato proprio quando possiamo godere la tanto agognata felicità. La domanda diventa, allora: possiamo essere felici? E dov’è la felicità?

Vivendo, ci si rende conto che la felicità è dentro di noi. Ci si rende anche conto che non è uno stato definitivo. In qualsiasi istante può arrivare qualcosa o qualcuno a turbarla, rovinarla, portarla via. C’è anche chi gode nel rovinare la felicità degli altri, non essendo felice in prima persona.
La felicità non va dunque cercata in cose impossibili da ottenere, ma nelle piccole cose, in quelle raggiungibili e ottenibili. Solo in questo modo potremo essere felici, senza avere la pretesa di aver conquistato qualcosa di eterno.

C’è anche chi, purtroppo, non sarà mai felice. Ci sono persone che non si accontentano mai, e non per sano spirito di miglioramento ma per triste insoddisfazione. Se hanno trenta, vogliono trentuno. Se hanno trentacinque, avrebbero desiderato quaranta. Queste persone spesso vivono con l’occhio proiettato nel passato, più concentrate nel lamentarsi per ciò che non hanno avuto che al proiettarsi verso qualcosa di positivo per il futuro.

Non sappiamo quanto a lungo vivremo, non sappiamo quante occasioni la vita ci concederà. Potremmo avere una vita lunga e serena, così come potrebbe cambiare tutto da un momento all’altro e cominciare a vivere in un inferno.

Cerchiamo di essere felici godendo del presente, imparando dal passato e creando basi solide per il futuro. Si può essere felici stando al caldo di una coperta, d’inverno, mentre fuori è molto freddo. O in estate, all’aperto, mentre il sole scalda i nostri cuori. Oppure ancora di notte, quando tutto il mondo dorme, e sentiamo solo il rumore dei nostri pensieri.

Felicità

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