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Viaggiare nelle Singole Persone

DifferentCi troviamo, nelle nostre vite, ogni giorno a “viaggiare nelle persone“. Ovviamente questa frase non ha alcun significato strano, negativo o recondito, ma è semplicemente un modo di dire che ogni giorno vediamo, analizziamo, studiamo e cerchiamo di comprendere le persone che ci circondano. Sin da bambini impariamo che ognuno è diverso, che ci sono dei pattern comportamentali che ci contraddistinguono ma che, in definitiva, ognuno di noi è fondamentalmente un essere prevedibilmente imprevedibile.

Ogni persona è dunque un universo unico e irripetibile ed è in grado di sorprenderci ogni giorno. Se davvero ci mettessimo ad analizzare ed osservare senza paraocchi e senza pregiudizi, potremmo scoprire cose inimmaginabili.

Proprio per questa ragione, ci sono persone che resteranno sempre parti indelebili delle nostre vite. Possono essere famigliari, parenti, amici, ex-partner o semplicemente persone che sono transitate nel cammino della nostra esistenza, come delle meteore, e sono passate. Sono persone che in qualche modo sono entrate dentro di noi. Con i loro pregi ed i loro difetti, sono riuscite a lasciare un segno, a cambiare qualcosa in noi, a darci (o toglierci) qualcosa che, prima di conoscerle (o perderle) non sapevamo neanche di avere.

Queste persone, non volendolo, creano in noi una sorta di punto di confronto. Tenderemo a rapportare gli altri sulla base di queste persone, a sentirci fortunati quando coloro con cui abbiamo a che fare mostrano caratteristiche migliori o sfortunati quando le caratteristiche sono invece peggiori. Queste persone restano dentro di noi, e ogni tanto spuntano nelle nostre menti, nelle nostre riflessioni, nelle nostre nostalgie.

Vedremo un tramonto, e penseremo di nuovo a loro. Sentiremo una canzone, e balleremo di nuovo, mentalmente, con loro. Ci capiterà tra le mani una vecchia foto, ritraente un’immagine lontana nel tempo, e saremo di nuovo in quel luogo e in quel tempo.

E chiuderemo gli occhi, ricordando; e ripensando a ciò che ha contraddistinto un momento, un istante della nostra vita che, per qualche magico motivo, è rimasto indelebilmente e indissolubilmente dentro di noi. Restandoci per sempre.

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I Passaggi della Vita

PassaggiAh, che imprevedibile cammino che è la Vita! A volte passano ore e già hai voglia di dire qualcosa, altre volte passano mesi e non hai nulla da aggiungere. Eppure la Vita, ogni giorno, ci fornisce spunti. Spunti di riflessione, spunti di ragionamento. Ricordi.

Ah, che meraviglia che è il cervello umano! Ha delle capacità fantastiche di rimozione. A volte rimuove ciò che ci è sgradevole, a volte rimuove ciò che invece sgradevole non è per nulla ma, per proteggerci, cancella certi dettagli e certe memorie.

La Vita è fatta di bivi e di passaggi e ognuno di essi provoca cambiamenti. Ogni cambiamento, se ben gestito, può portare dei vantaggi. Tutto, infatti, ha risvolti anche positivi, la parte difficile è saperli identificare e sfruttare.

A volte ti svegli al mattino con un pensiero fisso, con una canzone in testa, con un ricordo. A volte invece ciò accade nel cuore della notte, magari di una torrida notte estiva in cui fatichi a dormire per colpa del caldo.

Nella Vita tutto ha un senso. Il difficile, a volte, è saperlo cogliere. A volte il senso diventa chiaro solo dopo aver affrontato dei passaggi, apparentemente lenti e inutili ma fondamentali. Altre volte questo passaggio è un turbine che ti porta via, che non ti permette di respirare né di pensare, e sei quasi automaticamente trasportato verso il nuovo orizzonte.

Siamo tutti uguali, siamo tutti unici. Di pochi resterà traccia, tra cent’anni. Di pochi resterà traccia, dentro di noi, dopo anni. Eppure, anche dopo aver superato tanti passaggi, ci resta sempre il ricordo. Il ricordo di ciò che era, nella consapevolezza che resterà sempre confinato in esso.

Viviamo nei ricordi, affrontando il futuro.

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Il Tempo

Tempo PassaIl Tempo passa. E ogni ora, ogni minuto, ogni secondo, sancisce l’inizio, la prosecuzione, il termine di una fase della nostra vita. Pur non accorgendoci di nulla, pur confondendo il tutto con la routine, effettivamente c’è sempre qualcosa che cambia.

Una cellula nasce, una cellula muore. Un capello diventa grigio prima del tempo, una ruga si scava a causa dei nostri pensieri e delle nostre preoccupazioni. Una lacrima scende, un sorriso sale sulle nostre labbra. Ma nulla, in qualsivoglia istante, resta immutato.

Il Tempo passa senza che ce ne accorgiamo. Lui è onnipresente, e ciò che muta non è esso ma la percezione che noi ne abbiamo. Perché le cose cambiano lentamente, così come lentamente le tenebre notturne vengono sconfitte dalla luce del Sole. Eppure ogni battito di cuore cambia il nostro essere, ci allontana dal passato e ci avvicina al futuro. Leonardo diceva “L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quelle che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.”.

Possiamo controllare tante cose, nella nostra vita, ma non il Tempo. Lui passa, travolge. Coinvolge e cancella. Ferisce e comanda. Avvicina e sembra interminabile, poi allontana e rende tutto più ovattato. E muta la percezione di tutto. Il Tempo cancella i ricordi, così come li rafforza. Smorza il dolore, attutisce le memorie del male, porta con sé consapevolezza, così come rancore.

Il Tempo non si recupera. Si vive o si perde. O lo si usa, o lo si considera passato. E quando è trascorso, restano solo i ricordi. Ed essi, per quanto forti e chiari, sbiadiranno col Tempo.

Il Tempo è tiranno, ma ci concede la possibilità di scegliere come impiegarlo. Il Tempo è galantuomo, ma solo se giochiamo secondo le sue regole

Non lasciamo che il Tempo prenda il sopravvento sulla nostra vita e che la condizioni. Usiamo il Tempo, sapendo che ogni istante è unico e irripetibile.

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Pensieri notturni

notteEstate. Notte. Anche se non ancora “da calendario”, il tepore già avvolge le serate. Quell’aria tipica dei tramonti estivi, delle notti brave, di quando la natura, invece che addormentarsi, passa la palla a tutti gli animali notturni che, rinfrancati dal caldo, girano e cantano come fosse giorno.

Di notte, d’estate, c’è un fascino particolare. Sentire la brezza tiepida che sfiora il tuo viso, quel che resta del caldo del giorno e non ancora il fresco dell’alba, l’aria di un nuovo mattino. Il silenzio viene rotto dai grilli. Il sonno è leggero, la voglia di stare all’aria aperta supera qualunque stanchezza.

Ed è proprio d’estate che vien voglia, in certi momenti, di restare soli ad ammirare il cielo. E lo riscopriamo pieno di stelle, avvolto nella scura coperta della notte, eppure così affascinante, così grande, così immenso.

Se il periodo è giusto, la luna svetta e illumina tutto, dando quel tocco ancor più surreale al panorama. Partono i pensieri. Partono le riflessioni. Facciamo esami di coscienza, fantastichiamo, sogniamo.

Chissà chi c’è, sotto questo stesso cielo. Chissà chi, in questo istante, è illuminato da questa stessa luna. Chissà quante persone incontrerò nella mia vita, quante stanno guardando questo stesso spettacolo e facendo i miei stessi pensieri, quante di essere mi cambieranno l’esistenza.

Chi è solo, penserà alla persona che, sotto questa stessa luna, prima o poi incontrerà. Ma tutti, almeno per un istante, penseremo a qualcuno che, nella nostra vita, è passato e non c’è più. E partono i ricordi, e partono i pensieri. Spesso partirà anche quella vena di nostalgia, perché tutto ciò che è passato, prima o poi, scaturisce un certo struggimento nostalgico.

Pensiamo a quanto abbiamo vissuto, a quanto abbiamo ancora da vivere. A quante volte abbiamo visto questo stesso cielo, quante volte abbiamo visto questa stessa luna e quante volte, nella nostra vita, abbiamo avuto questi stessi pensieri, queste stesse riflessioni, queste stesse elucubrazioni.

Pensiamo agli anni trascorsi e ormai finiti, alle fasi della nostra vita che, senza rendercene neanche conto, sono passate, terminate e che non torneranno più. Ricordiamo. Piangiamo. Ridiamo. Ci facciamo promesse, prima di andare a letto.

L’alba, la meravigliosa alba, romperà la magia di questa notte. Una notte finita, una notte come tante ma una notte che non tornerà più. Mai più uguale, mai più la stessa. Come le tante notti che, sotto lo stesso cielo e sotto le stesse stelle, abbiamo vissuto, soli o con qualcuno, nell’arco della nostra vita.

L’alba ci riporterà alla routine, alla quotidianità, agli impegni, e alle preoccupazioni, alla serietà e alla concretezza. Ma di notte, oh sì, di notte siamo liberi di viaggiare con la mente, come gatti randagi in una sterminata landa da esplorare. Siamo liberi di ridere, piangere, pentirci. Siamo liberi di parlare con noi stessi, con la nostra anima, col nostro cuore. Di notte vediamo noi stessi, perché siamo meno distratti dal mondo esterno. Siamo liberi di essere. Liberi di essere umani. Liberi di provare emozioni.

Vivi.

E mentre guardo un cielo stellato, auguro una buona notte a tutti. Ovunque voi siate e qualunque cosa voi stiate facendo.

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Viaggiare nei Cambiamenti

cambiamentiLe cose cambiano, giorno dopo giorno. I cambiamenti avvengono costantemente, in maniera spesso impercettibile. E anche quanto non sembra che ci siano differenze, quando andiamo a letto sappiamo che, per lo meno, manca un giorno in meno fino al prossimo, inevitabile cambiamento. Le cose cambiano, in modi che neanche ci aspettiamo. Tutto scorre, tutto cambia, tutto si trasforma.

I cambiamenti spaventano. Le nostre certezze, la nostra quotidianità, le nostre abitudini diventano improvvisamente i ricordi di ciò che siamo stati, di ciò che probabilmente non saremo più. A volte, per paura di cambiare, ci trasciniamo in qualcosa che non vogliamo sopportare, eppure non siamo abbastanza forti da intraprendere una nuova strada.

Eppure dobbiamo cambiare le cose. E poiché la vita spesso ci pone, senza possibilità di opposizione, di fronte a dei bivi, dobbiamo prenderla per mano e guidarla nella direzione in cui vogliamo andare, adoperandoci affinché i cambiamenti siano abbastanza forti e positivi da rendere accettabile lo sforzo profuso.

Alcuni cambiamenti, nel tempo, si rivelano positivi. Altri negativi. Altri ancora sono completamente fuori dalla nostra portata, lasciandoci l’amaro in bocca poiché non siamo riusciti ad ottenere il nostro scopo. Alcuni sono progressivi, altri repentini.

I cambiamenti ci tengono vivi, ci spronano a trasformarci e migliorarci, ci danno nuove prospettive e nuove idee. Possiamo vedere le cose da un altro punto di vista, giudicare più correttamente il passato e pianificare, di conseguenza, un futuro migliore.  Ci danno nuova linfa, ci donano energia e ottimismo.

Altri cambiamenti, invece, portano nostalgia, malinconia, tristezza. Ci trasportano violentemente verso una vita diversa da quella a cui eravamo abituati, spesso mostrandocene lati positivi che non eravamo abituati a vedere, tanto ci concentravamo sulle piccole negatività quotidiane. Certi cambiamenti sono a senso unico e nulla, da quel momento in poi, potrà più essere come prima.

Crescere comporta cambiamenti costanti e continui e solo col senno di poi, solo quando si è già cresciuti, ci si rende conto di come si è cambiati.

Tra la nascita, che è il primo dei cambiamenti della nostra vita, e la morte, che è l’ultimo, tutto cambia di continuo.

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Viaggiare nella Delusione

DelusioneLa delusione è uno dei sentimenti più brutti che si possano provare. Uccide la fiducia, svilisce la speranza, spegne l’anima, disillude. La delusione è una lama che trafigge il cuore, scotta le carni, ferisce gli occhi, spezza le ossa. La delusione ci rende insicuri.

Tutti, prima o poi, ci deluderanno. Genitori, figli, amici, così come mogli o mariti. È parte dell’essere umano, è parte della normale differenza tra le aspettative che, ognuno di noi, ha nei confronti dell’altro. La domanda fondamentale è, quando ciò accade: possiamo sostenere questa delusione? Possiamo lasciarla scorrere via, come fossero lacrime su una pelle ancora liscia e pulita, e passare oltre? E, così come dopo un pianto di delusione, possiamo trovare di nuovo il sorriso che può spingerci, senza troppi strascichi, a superare il tutto?

Se la risposta è semplicemente sì, vale la pena guardare avanti. A volte, purtroppo, il dolore è troppo grande per poter essere messo via e dimenticato. La delusione è un tradimento della fiducia, forse uno dei più gravi. La delusione è la distruzione delle aspettative, è il riconoscere di aver sbagliato a riporre fiducia. La delusione è rabbia. La delusione è umiliazione.

La delusione è dolore. IL dolore.

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Ricordi Lontani

Ricordi  Il tempo scorre e tutto cambia. Tutto fuorché i ricordi. Essi si imprimono nella mente e nel cuore e, come una statua realizzata da un abile scultore, restano immutati, forti e nitidi anche quando tutto il resto svanisce.

Nessun ricordo vivo è poco importante e vivrà, sempre chiaro e definito, all’interno del nostro cuore. Così come un oggetto prezioso all’interno di una cassaforte, protetto da una chiave inviolabile, i nostri ricordi resteranno con noi per tutta la vita.

E cosa importa se non potremo mai svelarli, cosa importa se non potremo più parlarne con nessuno, cosa importa se non potremo rendere partecipe nessuno di certe memorie…sono dentro di noi, vivono con noi e fanno parte del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro. Luoghi, pensieri, odori, oggetti.

Perché alla fine siamo esseri che accumulano ricordi, che è poi il compito principale della nostra vita. 

Non vergogniamoci di noi stessi, non dubitiamo del nostro presente solo perché il passato sbuca, di tanto in tanto, nella nostra mente. Perché nulla di ciò che è stato importante, nel bene o nel male, deve andare perso. Farà sempre parte di noi.

 

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Viaggiare verso la Felicità

FelicitàLa Felicità. Una chimera, direbbero alcuni. Probabilmente lo è. Eppure il fine ultimo di tutti gli esseri viventi, umani o meno, è proprio il raggiungimento della felicità.

Ma cos’è la felicità? Si potrebbe dire che sia uno stato di benessere, di soddisfazione. Oppure che sia il raggiungimento dei propri obiettivi. Nel complesso, la felicità sembra essere qualcosa di impalpabile e che, pur ottenendola, non duri per molto. La vita è costellata di problemi ed essi sembrano essere sempre in agguato proprio quando possiamo godere la tanto agognata felicità. La domanda diventa, allora: possiamo essere felici? E dov’è la felicità?

Vivendo, ci si rende conto che la felicità è dentro di noi. Ci si rende anche conto che non è uno stato definitivo. In qualsiasi istante può arrivare qualcosa o qualcuno a turbarla, rovinarla, portarla via. C’è anche chi gode nel rovinare la felicità degli altri, non essendo felice in prima persona.
La felicità non va dunque cercata in cose impossibili da ottenere, ma nelle piccole cose, in quelle raggiungibili e ottenibili. Solo in questo modo potremo essere felici, senza avere la pretesa di aver conquistato qualcosa di eterno.

C’è anche chi, purtroppo, non sarà mai felice. Ci sono persone che non si accontentano mai, e non per sano spirito di miglioramento ma per triste insoddisfazione. Se hanno trenta, vogliono trentuno. Se hanno trentacinque, avrebbero desiderato quaranta. Queste persone spesso vivono con l’occhio proiettato nel passato, più concentrate nel lamentarsi per ciò che non hanno avuto che al proiettarsi verso qualcosa di positivo per il futuro.

Non sappiamo quanto a lungo vivremo, non sappiamo quante occasioni la vita ci concederà. Potremmo avere una vita lunga e serena, così come potrebbe cambiare tutto da un momento all’altro e cominciare a vivere in un inferno.

Cerchiamo di essere felici godendo del presente, imparando dal passato e creando basi solide per il futuro. Si può essere felici stando al caldo di una coperta, d’inverno, mentre fuori è molto freddo. O in estate, all’aperto, mentre il sole scalda i nostri cuori. Oppure ancora di notte, quando tutto il mondo dorme, e sentiamo solo il rumore dei nostri pensieri.

Felicità

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L’Addio ovvero Viaggiare nella fine di una Relazione

Fine di una RelazioneC’è un preciso momento: uno, unico e identificabile, in cui finisce una relazione. È come un interruttore che si preme e in un istante cambia tutto. Magari ci sono dietro periodi più lunghi di riflessione, di pensiero, di valutazione. Periodi di confusione, di idee, di incertezze e di rimpianti, c’è però un momento, unico e distinguibile, in cui avviene la presa di coscienza.

Spesso le relazioni non finiscono per un motivo, ma per una serie di ragioni. Relazionarsi vuol dire tollerare e impegnarsi, imparare e insegnare, vivere e lasciar vivere, per cui sarebbe estremamente riduttivo pensare che un unico evento, un’unica situazione o un singolo momento possano compromettere tutto. Uno dei due preme l’interruttore. Commettendo un fatto, prendendo una decisione, comportandosi in un modo specifico ma, di fatto, uno dei due preme il fatidico interruttore che decreta la fine di una Relazione.

Lunga o breve, passionale o fredda, almeno uno dei due saprà riconoscere quel singolo istante. Cosa è accaduto, come ci si è sentiti, cosa ha portato a tutto quello. A volte la “bomba” esplode dopo la pressione dell’interruttore. Il momento cruciale viene riconosciuto mentre i suoi effetti saranno successivi. Ma c’è un unico, inconfondibile, inevitabile istante in cui la relazione è intimamente finita. Si decide che una specifica azione, uno specifico comportamento, una particolare omissione, diventa il simbolo del termine dell’impegno profuso. Lo si accetta.

Cosa porta alla fine di una relazione? Milioni di motivi, ma di fatto uno: la mancanza di fiducia nei confronti del futuro. Non della persona, non di sé stessi, ma del futuro insieme. Una relazione è compromesso, una relazione è impegno, una relazione è una scommessa e un investimento. La relazione non è sempre rose e fiori, e si devono ingoiare dei bocconi amari,  si deve pensare con due teste, si deve rispondere ad un’altra persona sul nostro operato. Di fronte a qualunque decisione, quindi, si deve ragionare per due, affrontando sempre le conseguenze di qualsiasi decisione.

La Relazione finisce quando tutto questo non avviene più. Quando si pensa “lo faccio, in barba alle conseguenze“. Quando il noi torna ad essere un io. Quando si decide che nessuno sforzo sia più necessario, che tutto è inutile e che, prima o poi, si chiuderà tutto. Si prende coscienza della cosa come se si comprendesse, di colpo, che non vale la pena andare ulteriormente avanti. Tutto questo avviene in uno specifico, riconoscibile istante. 

La Relazione si chiude in un istante. Ma cosa avviene, poi?

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Viaggiare nel Bivio ovvero Le Scelte della Vita

BivioTutti cadiamo a terra, prima o poi. Il problema è quando e come ci rialziamo. Scelte. Un perenne bivio davanti ai nostri occhi. Il dolore di una caduta, spesso, non è legato al colpo che prendiamo, ma alla ragione che ci ha spinti a cadere. Ci rimproveriamo, ci arrabbiamo, cerchiamo disperatamente delle ragioni e speriamo di poter carpire qualcosa, eppure finiamo a terra e ci rialziamo. Punto. La realtà è semplice e immediata.

Ogni essere umano è costituito da una moltitudine di pensieri ed emozioni, riflessioni e azioni. Spesso agiamo d’impulso, altre volte riflettiamo troppo e il risultato è che siamo il frutto delle nostre azioni passate. Ogni esperienza ci insegnerà a capire le conseguenze di ciò che abbiamo fatto e vissuto e tranne alcuni casi, le scelte che facciamo ci conducono verso una strada difficilmente percorribile in senso inverso.

La domanda “e se mi fossi comportato…” oppure “e se avessi fatto…” ci martellano quotidianamente e col passare degli anni si accumulano. Quante cose, nella nostra vita, sono dipese da una specifica scelta, manovra, pensiero, movimento? La vita è come una grande impalcatura: ogni livello dipende dai precedenti.

La verità è che non possiamo saperlo. Nessuno può dirci che strada prendere, ad ogni bivio, così come nessuno può dirci cosa avremmo trovato se avessimo preso una direzione diversa. Dalla nascita alla morte, ogni azione ha la sua conseguenza (e reazione), ed essa è la base per la vita successiva.
Ma cosa accade quando ci rendiamo conto di aver preso la strada sbagliata?

Dipende. Ci sono situazioni dalle quali non si torna più indietro. Decidere di andare a 200 km/h e non riuscire a governare l’auto non permette di fermarsi e dire “no, ora rallento”. Se abbiamo perso il controllo, potrebbe essere troppo tardi. L’azione è stata avventata, la reazione potrebbe essere fatale.
Ci sono invece situazioni dalle quali si può uscire, tornare indietro. Spesso non senza conseguenze, ma meglio qualche piccolo disagio che una totale irreversibilità.

Il punto è questo: bisogna ponderare ogni singola scelta e guardare avanti, mai indietro. Ogni scelta fatta è una base posta, e tutto ciò che costruiremo sopra si baserà su questa decisione. Guardando avanti, ci sarà la possibilità di correggere il tiro. Guardando indietro, rischieremo solo di inciampare e farci molto, molto male.

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