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Riflessioni

Viaggiare nel Perdono

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Il ritorno del Figliol Prodigo - Il Perdono
Il ritorno del Figliol Prodigo – Il Perdono

Cos’è il Perdono? È un atto di forza. Dare colpe a qualcuno è semplice, provare risentimento è naturale, sentirsi feriti o offesi è comune, eppure tutto questo può essere cancellato. Il Perdono è un colpo di spugna, un gesto che mette in luce la volontà di soprassedere, di dimenticare o più semplicemente di accettare un errore. Perché tutti sbagliamo e ammetterlo è la prima fase che può portare verso un atto di perdono.

Molte religioni si basano su di esso, molti insegnamenti filosofici girano intorno al concetto della cessazione del risentimento, ma ciò su cui vogliamo focalizzarci oggi è un altro ambito: il perdono di sé stessi.

Il rimorso può spingere ad un forte senso di colpa nei propri confronti. Perdonarci vuol dire accettare i nostri errori e ammettere che essi siano in qualche modo stati parte di una specifica condizione, o frutto di una serie di errori che tenteremo di non ripetere.

Perdonare sé stessi è la parte più difficile, perché ammettere di essersi comportati in maniera inadeguata e di aver commesso errori mostra l’insicurezza delle nostre anime. Tra le poche certezze che abbiamo, c’è spesso il fatto di aver chiaro il proprio progetto di vita, la propria linea guida nei confronti dei problemi del presente, del futuro e di come abbiamo risolto quelli del passato. L’ammissione di un errore è il primo passo verso l’identificazione di un problema, e il problema stesso è la causa di un eventuale rimorso, con senso di colpa. Come perdonarsi quando sembra che tutto spinga a non farlo? Quando tutto si è posto in una maniera tale da impedirci di vedere qualcosa di positivo nel caos che si è combinato?

Nella migliore delle ipotesi, perdonarsi vuol dire ammettere di non aver avuto altra scelta. Scaricare la colpa sul “destino”. In fondo, la mancanza di possibilità di comportarsi nel migliore dei modi giustifica l’errore.

Oppure si può decidere che, in base agli elementi a disposizione, l’errore era “giustificabile“. La mancanza di una visione chiara è spesso motivo sufficiente di autoassoluzione.

Ma quando c’erano molte scelte e chiaramente poste di fronte al nostro libero arbitrio? Ecco, perdonarsi in queste condizioni è un vero atto di coraggio e saggezza. O di incoscienza. L’ammissione dell’errore quando esso sarebbe stato facilmente evitabile è formativo, oltre che molto difficile da ottenere.

La domanda che resta è: ci si perdona mai, del tutto, per gli errori più gravi o che hanno condizionato fortemente la nostra vita?

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