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Viaggiare verso la fine dell’Anno

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2013Quando un anno finisce, si tirano le somme. Si fa un bilancio di ciò che si è vissuto, di ciò che si è passato, superato, affrontato. Ci sono anni che sono trascorsi rapidamente e in modo quasi inutile, non avendo portato alcuna grossa differenza nella propria vita. Ci sono anni che vorremmo cancellare e non vedere più, ricchi di ricordi negativi o di brutte esperienze. Anni in cui abbiamo perso più che guadagnato, in cui abbiamo sbagliato più che fatto il giusto. Anni in cui siamo stati coraggiosi, anni in cui abbiamo definitivamente condizionato la nostra vita. Anni in cui abbiamo perso dei cari, anni in cui abbiamo allargato la famiglia. Anni che si aprono in un modo e si chiudono in maniera opposta, spesso diversa e non sempre migliore. Anni che volano via, anni che sembrano decenni. Anni che cambiano di mese in mese, anni tutti uguali. E si guarda indietro, a fine anno, cercando di capire come l’anno appena trascorso sia stato.

Ogni anno è un tassello della nostra esistenza e non tornerà più indietro. Ricorderemo qualcosa, di quell’anno, perché qualcosa degno di nota accade sempre. Siamo più vecchi di un anno, più saggi o più disillusi. Siamo sempre noi, ma con un anno in più.

Alla fine dell’anno, si cerca di capire cosa si è fatto, dove si è finiti e dove si vuole andare. Ricordando che, come ogni anno, nella vita tutto finisce.
Anno dopo anno.

Buona riflessione a tutti.

 

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L’Addio ovvero Viaggiare nella fine di una Relazione

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Fine di una RelazioneC’è un preciso momento: uno, unico e identificabile, in cui finisce una relazione. È come un interruttore che si preme e in un istante cambia tutto. Magari ci sono dietro periodi più lunghi di riflessione, di pensiero, di valutazione. Periodi di confusione, di idee, di incertezze e di rimpianti, c’è però un momento, unico e distinguibile, in cui avviene la presa di coscienza.

Spesso le relazioni non finiscono per un motivo, ma per una serie di ragioni. Relazionarsi vuol dire tollerare e impegnarsi, imparare e insegnare, vivere e lasciar vivere, per cui sarebbe estremamente riduttivo pensare che un unico evento, un’unica situazione o un singolo momento possano compromettere tutto. Uno dei due preme l’interruttore. Commettendo un fatto, prendendo una decisione, comportandosi in un modo specifico ma, di fatto, uno dei due preme il fatidico interruttore che decreta la fine di una Relazione.

Lunga o breve, passionale o fredda, almeno uno dei due saprà riconoscere quel singolo istante. Cosa è accaduto, come ci si è sentiti, cosa ha portato a tutto quello. A volte la “bomba” esplode dopo la pressione dell’interruttore. Il momento cruciale viene riconosciuto mentre i suoi effetti saranno successivi. Ma c’è un unico, inconfondibile, inevitabile istante in cui la relazione è intimamente finita. Si decide che una specifica azione, uno specifico comportamento, una particolare omissione, diventa il simbolo del termine dell’impegno profuso. Lo si accetta.

Cosa porta alla fine di una relazione? Milioni di motivi, ma di fatto uno: la mancanza di fiducia nei confronti del futuro. Non della persona, non di sé stessi, ma del futuro insieme. Una relazione è compromesso, una relazione è impegno, una relazione è una scommessa e un investimento. La relazione non è sempre rose e fiori, e si devono ingoiare dei bocconi amari,  si deve pensare con due teste, si deve rispondere ad un’altra persona sul nostro operato. Di fronte a qualunque decisione, quindi, si deve ragionare per due, affrontando sempre le conseguenze di qualsiasi decisione.

La Relazione finisce quando tutto questo non avviene più. Quando si pensa “lo faccio, in barba alle conseguenze“. Quando il noi torna ad essere un io. Quando si decide che nessuno sforzo sia più necessario, che tutto è inutile e che, prima o poi, si chiuderà tutto. Si prende coscienza della cosa come se si comprendesse, di colpo, che non vale la pena andare ulteriormente avanti. Tutto questo avviene in uno specifico, riconoscibile istante. 

La Relazione si chiude in un istante. Ma cosa avviene, poi?

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Poesie

Siamo Sempre Soli

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Guardo l'orologio, è ora di andare a letto.
Spengo la TV, tolgo la coperta. Bevo un bicchier d'acqua.
Guardo la stanza vuota, spengo la luce.

Vado in bagno, piscio. Penso, gli occhi si chiudono.
Mi lavo i denti, mi ferisco, sputo sangue. Impreco.
Guardo il lavandino rosso e rifletto.

Mi spingo verso il letto. Sistemo il cuscino. 
Mi corico, copro il mio corpo e spengo la luce.
La stanza è vuota, il silenzio assordante.

Chiudo gli occhi, nella solitudine della Notte,
nessuno a darmi un bacio, e il pensiero del giorno che verrà.
Il sonno mi assale. Il buio mi circonda.

Il Silenzio è mio unico compagno. 
Chissà se mi sveglierò. Chissà se qualcuno pensa a me.
Quanta vita sto sprecando, così?

Siamo Sempre Soli
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Riflessioni

Viaggiare nel Silenzio

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SilenzioIl Silenzio. Il più elegante dei rumori, il più ricercato nelle affollate città odierne. Il Silenzio è il miglior antidoto contro il mal della vita moderna, è il ritorno al passato, alla natura, alle origini.

Il Silenzio è nobiltà. Il Silenzio è lusso. Il Silenzio è rispetto. Il Silenzio è intelligenza. Il Silenzio è il rumore della propria mente, dei propri pensieri, delle proprie riflessioni.

Silenzio.

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Riflessioni

Il Viaggio della Vita

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Viaggio della VitaCi sono persone che, nella propria vita, non viaggeranno quasi mai. Altre che non staranno mai ferme. Altre che saranno nel mezzo. In tutti questi casi, ci sarà almeno un viaggio che verrà ricordato come “il viaggio della vita”.

Ci sarà sempre un elemento di distinzione tra i viaggi. Ognuno di essi, che siano di routine o speciali, che siano di andata, di ritorno, di sola andata (ben diversi dagli altri), porterà sempre un carico di esperienze e di ricordi che non sarà mai lo stesso degli altri. Il “viaggio della vita” è quel viaggio che ti cambia. Tornato da esso, non potrai più essere la stessa persona perché qualcosa di particolare, magari speciale, è accaduto nel suo svolgimento. Sensazioni o percezioni, a volte sarà difficile spiegare anche a sé stessi cosa sia effettivamente accaduto ma tutto, da quel momento in poi, sarà diverso. Ci sono persone che avranno un solo viaggio speciale. Altre che ne avranno più di uno, ma i veri viaggi della vita saranno pochissimi. A volte è impossibile identificarli immediatamente, ci sarà bisogno di tempo e di riflettere su di essi a mente fresca. Altre volte, invece, l’esperienza sarà stata così forte da essere immediatamente gestibile.

Cosa identifica un viaggio della vita? Ognuno avrà il suo specifico carattere distintivo. Per alcuni sarà un esperienza fatta in itinere, per altri qualche pensiero o riflessione che, nella normale vita quotidiana, rimaneva nascosto o sopito. Per altri ancora, la poesia dei ricordi e dei momenti. Soli o in compagnia, non ci sono molte differenze. Qualcosa scatterà, nel corso di quel viaggio, e farà la differenza. Una differenza che non svanirà mai, sia nei ricordi che nelle sensazioni. Perché spesso ricordiamo le sensazioni molto più chiaramente dei luoghi, delle persone o dei fatti circostanti.

Adesso farò qualcosa che non ho mai fatto prima e che non farò spesso. Parlerò direttamente di me. Che poi, a ben guardare, tutto questo blog non è altro che una lunga introspezione personale.

Ho viaggiato molto, nella mia vita. Ho vissuto realtà diverse, parlato lingue diverse, conosciuto persone diverse. Uomini e donne, bambini e anziani, eppure tutti hanno in comune qualcosa: la ricerca di uno scopo, di un obiettivo finale, di realizzare i propri sogni e le proprie speranze. In modi diversi, in mondi diversi, in tempi diversi ma tutti hanno sempre cercato di dare un senso alla propria vita. Un senso consono alle proprie aspettative, ed esse non sempre sono del tutto in linea con le ambizioni e le linee guida del luogo e del tempo in cui vivono o sono vissuti. Molti sono morti prima di vederle realizzate, altri sono morti nel tentativo di realizzarle, altri ancora le hanno sfiorate con un dito e le hanno perse. O hanno perso la propria vita non appena hanno ottenuto il loro principale scopo.

Mi sento dunque di dire che ci sarà un unico, solo, tangibile e vero viaggio della vita: la Vita stessa.